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Dylan Dog io l’ho amato in treno. Cullata nell’incubo tra Milano e Torino, andata e ritorno. Lo divoravo, l’indagatore, intervallando l’indagine al sonno nelle due ore con regolare ritardo su tutta la linea, un sandwich a Porta Susa, gli esami a Palazzo Nuovo. Nella mia memoria a lungo termine Dylan è un attore consumato, abile nel passare di mano in mano: fa parte della scena del crimine quotidiano che si chiama coinquilinaggio, insieme al caffè in eccesso, alle ore piccole, ai piatti che non li lava mai nessun*. Se mi dite Pasquale Ruju, rispondo subito Bonelli, poi aggiungo l’immagine di una collega psicoterapeuta solare e bellissima che è stata mia compagna di specialità – e qui lo sceneggiatore del fumetto si intreccia al ruolo di “fratello di M.”. A questo punto compare tutto un mondo di voci: «Anche doppiatore?», «Oh, cara, anche attore», e poi non è soltanto Dylan a muoversi in base alle tracce incise da questo creativo Pasquale. Nathan Never, Martin Mystère e altri volti in nero su bianco prendono vita grazie alle sue parole.
E i romanzi? E la narrativa dai toni noir? Un caso come gli altri (2016) è finalista al Premio Scerbanenco nel 2021. Non poteva mancare il ruolo di ideatore di eventi e organizzatore, ed ecco che nel 2021 nasce il Festival Dora Nera. Di sicuro in questa pianta feconda c’è ancora qualche ramo fiorito che non ho citato. Lascio a voi il compito di scoprirlo andando a curiosare in via Maria Vittoria 5 a Torino, varcando la soglia dell’Oratorio di San Filippo Neri da venerdì 8 novembre a domenica 10.
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MICRO INTERVISTA A PASQUALE RUJU
1. Tre parole per descriverti…
Tre «D»: Distratto, Diplomatico, Determinato.
2. Dopo tanti anni a tu per tu con Dylan Dog, c’è qualche aspetto di lui che vorresti esplorare ancora meglio di quanto tu abbia fatto?
Del personaggio Dylan, in vent’anni e circa ottanta storie pubblicate, credo di aver descritto ogni aspetto. Forse oggi, dopo un decennio a lavorare su Tex, potrei riprendere qualche filo interrotto, provare a esplorare il suo rapporto con un mondo che è completamente cambiato. E non necessariamente in meglio, purtroppo.
3. Quali sogni – legati alla tua professione – ti fanno l’occhiolino dal cassetto chiedendoti di farli uscire e di svilupparli in progetto?
Sogni… Alcuni erano legati a progetti per film e romanzi. I secondi si sono avverati (ne ho pubblicati quattro per Edizioni E/O più varie collaborazioni con altre case editrici). Riguardo ai primi… Beh, ho alle spalle diversi cortometraggi, e un «lungo» girato negli anni ’90, purtroppo mai finito. Di tanto in tanto mi vengono commissionate sceneggiature per il cinema. Chissà, magari un giorno una di quelle storie approderà nelle sale. Sarebbe una bella soddisfazione.
4. Un episodio della tua carriera professionale che non potrai mai dimenticare (nel bene o nel male)?
Il pranzo con Sergio Bonelli e Mauro Marcheselli in cui si decise di pubblicare la prima serie creata da me (Demian). Un momento di svolta nella mia strada di autore, cui sarebbero seguiti altri progetti (Cassidy, Hellnoir) di buon successo in Italia all’estero. A quelle serie sono ancora molto legato, e di quel pranzo, così piacevole e importante, ho sempre un grato ricordo!
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È Maurizio de Giovanni il premio alla carriera Dora Nera 2024 – Lo scrittore napoletano sarà protagonista della prossima edizione del festival Dora Nera organizzato dall’associazione Babelica. L’evento si svolgerà a Torino all’oratorio San Filippo Neri dall’8 al 10 novembre. Tra gli altri ospiti: Loredana Lipperini, Elisa Seitzinger, Enrico Pandiani.
Maurizio De Giovanni sarà premiato venerdì 8 novembre, nel corso della prima delle tre giornate del festival nell’Auditorium San Filippo Neri. Ricco il programma di ospiti ed eventi, tutti accomunati da un solo filo conduttore: la letteratura non è un porto franco, un luogo sicuro, un cantuccio dove scrittori e scrittrici si chiudono per guardare il mondo scorrere: piuttosto è un mezzo, lente di occhiali per leggere le contraddizioni del mondo, per denunciarle.
“Il Dora Nera è un festival creato con un’intenzione precisa, che poi è la vocazione autentica del noir: parlare delle ingiustizie attraverso la letteratura. In un’epoca in cui il giornalista vive imbrigliato da censure e legacci, in un mondo in cui i giornalisti, parte essenziale della democrazia, sono sottopagati, sfruttati e ricattati, ruolo della letteratura è quello di non farsi da parte e usare tutta la sua forza per denunciare le ingiustizie, mettendo le mani in quei cortocircuiti politici, economici e sociali che schiacciano certe persone a vantaggio di altre”. Questa la spiegazione di Tatjana Giorcelli, presidentessa di Babelica, associazione che organizza il festival, e che è a capo della direzione artistica. “Tutte le scrittrici e tutti gli scrittori che ospitiamo, tutti i dibattiti, gli eventi, i progetti collaterali, tutti i vincitori e finalisti, fanno con noi una sorta di alleanza culturale: provare a cambiare il mondo a partire dalla parola”, continua il presidente del festival, Pasquale Ruju. “D’altronde la lettura, per il solo fatto di obbligarci a metterci nei panni degli altri, dei protagonisti delle storie che leggiamo, ci chiama all’empatia, a una condizione di condivisione di emozioni, pulsioni ed esperienze che altrimenti non ci appartengono”. In quest’ottica, da tre anni il Dora Nera porta avanti una parte di progettualità più spiccatamente sociale. In collaborazione con associazioni, imprese sociali e attivisti e attiviste sparse sul territorio italiano, si realizza “Il destino non è un finale già scritto”, cappello che mette insieme tutte quelle progettualità fatte coinvolgendo donne e uomini in situazioni di marginalità sociale. Nel 2022 e nel 2023 è stato attivo, all’interno dormitorio femminile di via Pacini a Torino, un gruppo di lettura per donne senza dimora che, dalla primavera del 2024 fino a settembre di quest’anno, si è trasformato in una scuola di sceneggiatura e pratica fumettistica, realizzata dall’artista Adam Tempesta. Obiettivo: mettere in forma grafica la propria condizione, unendo la potenza espressiva del disegno e la forza delle parole. “È stato un percorso di crescita: siamo partiti con il gruppo di lettura, dalla parola da leggere, per arrivare con la scuola di fumetto alla parola da scrivere – spiega Piero Ferrante, vicepresidente di Babelica che per il festival cura la parte sociale. Leggendo, le donne avevano di fronte, sulla carta di un libro, le vite degli altri, magari simili alle loro, ferite come le loro, ma comunque altrui; scrivendo e disegnando, si sono trovate di fronte più di un foglio bianco: forse per la prima volta, chiamate a dare un’immagine di se stesse, hanno fatto i conti con la propria vita per intero, a prendere consapevolezza con le ragioni che ne hanno causato la caduta. La scrittura e il disegno sono state delle forme di liberazione, per uscire dall’invisibilità e diventare di nuovo protagoniste della propria quotidiana lotta per una vita più degna di questo nome”. Da questo percorso sono nate decine di tavole, 13 delle quali, selezionate, comporranno una mostra temporanea in esposizione negli spazi di San Filippo Neri per tutta la durata del festival. Il festival. Nei giorni dall’8 al 10 novembre, dunque, sarà questo il cuore pulsante degli incontri. Presentazioni, anteprime, interviste, tavole rotonde, lezioni di esperti, proiezioni cinematografiche, spettacoli; tanti ospiti e appuntamenti che saranno una vera invasione noir. In calce il programma completo. Ma saranno ospiti, tra gli altri, Gabriella Genisi, Elisa Seitzinger, Maurizio Blatto, Luisa Morandini, Umberto Mosca, Luca Crovi, Enrico Pandiani, Massimo Tallone, Giorgio Ballario, Pasquale Ruju e Loredana Lipperini. Opera edita. Premio alla carriera, ma non solo. Sarà assegnato, con premiazione fissata a domenica 10 novembre, anche quello alla migliore opera edita. Cinque i finalisti i cui nomi, già comunicati attraverso i social di Dora Nera, sono stati ufficializzati nel corso della premiere: L’ultimo pinguino delle Langhe di Orso Tosco (Rizzoli); Furia di Andrea Martina (66thand2nd); L’estate dei morti di Giuliano Pasini (Piemme); Il delitto della montagna di Chicca Maralfa (Newton Compton); Le regole della vendetta di Fulvio Luna Romero (Marsilio); Chi porta le ombre di William Raineri (SEM). Lo scorso anno a vincere il Dora Nera è stato Stefano Cosmo con il suo Dentro la gabbia (Marsilio). Entrambi i premi sono offerti da penne Aurora.
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INVISIBILI
La première è stata anche l’occasione per annunciare, in anteprima, l’uscita del secondo volume marchiato Dora Nera, quest’anno dal titolo Invisibili. Cinque, tra scrittrici e scrittori, con l’intermediazione di attivisti civili e attiviste politiche, operatori e operatrici sociali e associazioni schierate a difesa dei diritti dei marginalizzati, hanno “adottato” cinque storie di “sparizioni”, facendole diventare, ciascuno e ciascuna secondo il proprio stile, protagoniste di altrettanti racconti. Storie vere di uomini e donne dal destino comune: morti ammazzati, schiacciati da un sistema che li considera illegali o di troppo, granelli di sabbia in un sistema di profitto o di violenza: gli annegati nel Mediterraneo, chi attraversa i confini tra le nevi e i ghiacci, i ribelli ai caporali, le donne che non accettano la violenza maschile. Storie che si è cercato di far sparire annientando i corpi, ma che rivivono nelle lotte locali e nelle pagine della pubblicazione. L’obiettivo è dichiarato: smontare la costruzione sociale dell’invisibilità, ribadire che persone invisibili non esistono nemmeno quando le si ammazza o nasconde.
Autrici e autori sono: Gabriella Genisi, Marco Niro (del collettivo di scrittura Tersite Rossi), Leonardo Palmisano, Valentina Santini e Aurora Temigio. Saranno loro ad aprire la manifestazione venerdì 8 novembre alle 18,00.
Alla realizzazione dell’edizione 2024 del Dora Nera hanno collaborato: Associazione Torinese Tram Storici, Aura Signa, Azienda Agricola Gambarati, Carla Bordello, Cooperativa Astra, Elisa Seitzinger, Fondazione Gruppo Abele Onlus, Galleria Caracol, Libreria Alicante, Libreria pagina 37, Museo Officina della Scrittura, Sergio Bonelli Editore.
Il festival è finanziato dal basso, grazie a un crowdfunding, e con fondi CRT +Risorse
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