Un piccolo fuoco: proposte dei lettori

Guardo il Resegone
Lui sa arrivare al cielo
Con le sue cime sottende
Morte e vita in ciclo
Una volta avrei provato invidia
Oggi mi accontento di sapere
Che una vita sola mi è data
Per ammirar fra i laghi
Ed anche i fiumi e tutti i loro flutti
La sua presenza eterna
051
Non attuavamo il recintare gli ingressi di case abbandonate in apparenza di nessuno di cui si evinceva ancora di proprietà di qualcuno ma che non venivano abitate né date a qualcuno che avrebbe potuto abitarle. Guardavamo con ingorda curiosità i recinti da giardino apposti come porte e urgentemente ci accorgevamo di aver abitato almeno una volta nella vita.
Edoardo da morto
Edoardo, se tu fossi vivo ma non lo sei
E non potresti che essere prenotato, letto con entusiasmo,
quasi voracità lo ammetto
-Mai successo –
Amato nel tuo profumo di carta.
Io che mi sono tutta piena dei miei errori ortografici a scanso della noia, fulgida e turgida senza il mio volere, ti odoroadoro, ti mangio, ti prenoto e ti pre-notto alla sera per averti al martedì;
così è detto dell’immortalità del buon poeta morto?

foto di Vittorio Sella
Api del 20 maggio 2023
Segnali di passaggio finora inosservati:
mi disperdo, mi ricompongo, mi ridesto, mi molesto di ideologiche disfunzioni e organiche inconsiderazioni;
passano gialde, forse al mattino, col rubato fiore e si fermano in un piccolo motel per una notte o forse due e lo abbandonano nelle sue stanze:
lo sparpagliano, lo fuoriescono, lo intingolano, lo evidenziano, prima di fuggire dal molesto trapano e non c’è crimine perché così dev’essere;
mi resta un dubbio: sapranno le trasportatrici, le madri, le artefici della vita mia che ora le osservo e non più le ho dimenticate?
Lo sanno e restano e sono felice.
Entropico amore
L’estrema densità, la singolarità iniziale senza tempo perché senza spazio. La pace.
Lo squilibrio della materia barionica mi assale l’anima.
Come il nucleo che oppone resistenza e forma l’Elio mi oppongo alla solitudine degli atomi del mio amore.
Oh, entropico amore, come in un mare di protoni io e te danziamo
Come fotoni liberi voliamo verso un fondo cosmico a microonde
Facciamo la nucleosintesi per le stelle
Sfuggiamo all’espansione come uniti a un buco nero
Combattiamo per sfuggirci e vincere per l’uroboro esistenziale
Ci muoviamo in modo casuale spinti dal vento cellulare dentro la marea nera che è ancora parte
- La maggiore, fuori e dentro di noi.
Oh, entropico amore, in qualche nuovo universo si finirà.
° ° ° ° °

foto di Vittorio Sella

“Stefonwater79 (Stefania Memeo) nasce a Milano nel 1979, dove non intraprende studi d’arte e svolge lavori totalmente opposti ad essa.
Nel 2020 alcune sue fotografie sono state inserite nell’archivio di Storia locale della Biblioteca di Cologno Monzese in merito all’iniziativa “Cologno Monzese racconta il suo coronavirus”.
Sempre nel 2020 effettua un foto/video reportage storico della festa della repubblica 2020 a Cologno Monzese, utilizzato poi dalla rete Antifascista di Cologno m.se.
Nel 2023 il libro/quaderno di poesie, filastrocchelle e fiabole brevi di cui è autrice “Il testimone ed altre poesie”, viene reso disponibile al prestito attraverso il sistema bibliotecario lecchese.
Nel 2025 Igor Giammanco legge una sua poesia nella trasmissione ‘Percorsi PerVersi’ su radio Popolare. La poesia si intitola ‘Potevi Vincere tu’.
Scrive e si cimenta talvolta con le arti visive, si sperimenta con diversi stili e ha composto quasi 300 haiku.”



















1 Pingback