Osservatorio Poetico di Sonia Caporossi | Luigi Finucci
*
Mi sederò un giorno
ad ingraziare il cielo.
La preghiera avrà
un significato simile
a delle storie antiche.
Avrò i capelli lunghi,
e un ritardo doveroso
nel pronunciare
le ultime parole.
Un luogo meraviglioso
dove morire, con pietre
ed alberi grevi, disposti
in cerchio: l’aria sottile
e tre lune ad acquietare
tutti i mari immaginati.
*
Arba Minch, Etiopia
La vocazione ha il volto scuro,
l’ho vista all’età di dodici anni
scorrere sul vetro, due goccioline
divenire una. Arrivare fino in fondo
veloce, un po’ più grande.
L’ho ritrovata in una scuola etiope
asciugarsi sul mio dito medio.
Stessa molecola, due atomi di idrogeno
e uno di ossigeno.
Acqua, leggermente salata.
Le scapole erano evidenti, contorni
precisi e al tocco,quasi come solchi.
Le mosche non erano fastidiose
come le ricordavo.
Ho moltiplicato le emozioni
le ho divise per il numero di costole
ho sommato il numero di battiti
infine, sottratto i giorni perduti.
Il risultato è stato uno zero.
*
E’ nato un bambino sulla terra,
tutti hanno descritto
l’evento come consueto.
Un essere piccolo scaraventato
su un globo sparso in un
indefinito spazio nero:
una catastrofe vista da fuori
diventa un miracolo.
Tutto il senso si racchiude
in una stanza di ospedale.
Il nascituro numero due
del venti aprile duemilasedici
non proviene dalla matematica.
L’unico comandamento a cui
appellarsi, è che l’uomo
assomigli ad un fiore.
Il fiore non reclama il diritto
di possesso, ma di dono.
Luigi Finucci è nato a Fermo il 15 maggio 1984. Dopo aver vissuto fino alla maturità a Montegiorgio, ha vissuto tra Urbino e Firenze per poi tornare a Fermo, dove attualmente risiede. Ha pubblicato due libri di poesia: Le prime volte non c’era stanchezza (Eretica edizioni 2016) e Il Canto dell’Attesa (Ladolfi Editore 2018).È presente con suoi testi in vari siti, tra cui Atelier, Poesia del nostro tempo, L’Estroverso, Margutte, AlmaPoesia, Poetarum Silva, Poeti del Parco, NiedernGasse, Poesia Ultracontemporanea, larosainpiù, Inverso – Giornale di Poesia e L’altrove – Appunti di poesia. È stato vincitore della XXV edizione del concorso “Poesia di Strada”. Collabora con alcune riviste online e alcune sue poesie sono state tradotte in diverse lingue, tra cui il rumeno e lo spagnolo. Ha poi pubblicato anche tre libri per bambini, in rima, per la Giaconi Editore: L’aspirante Astronauta nel 2015, Il paese degli Artigiani nel 2018 e Il Mondo di Sotto nel 2021 nonché un albo illustrato poetico dal titolo CAMMINO – sulle orme di San Francesco nel 2022.
In questi componimenti tratti da La prima notte al mondo, ultima silloge di Luigi Finucci pubblicata per Seri Editore nel 2024, l’anelito alla trascendenza e il senso di spiritualità raggiunge l’acme della poetica di un autore da sempre attento ad auscultare l’interiorità e a ricercare una condizione di purezza primigenia dell’anima. Nel primo componimento, la preghiera assurge a strumento privilegiato del contatto con l’infinito, nella ricerca struggente del senso della vita che si conclude proprio nell’istante esatto in cui si diviene consapevoli del fatto che il senso dell’esistenza consiste in nient’altro che nella sua stessa ricerca. Balugina quindi dal lume mosso e indistinto della memoria tale consapevolezza fatta di piccole cose, un ricordo, una goccia d’acqua nel cui segreto molecolare si nasconde la perfezione deterministica dell’universo, come accade nel secondo componimento qui riportato; consapevolezza che si può raggiungere solo all’improvviso, in qualsiasi luogo del mondo e in qualsiasi situazione, anche la più banale, innocente. Ma tale innocenza, nel terzo componimento, si manifesta primieramente nel miracolo della nascita, quando la condizione di purezza primigenia di cui si parlava si incarna (evocando simbolicamente la divinità cristica) in un bambino che, nato ovunque e in nessun luogo, segna la cristallizzazione del fluire del tempo in un attimo sospeso in cui discende sulla terra il miracolo: prodigio del farsi della vita che è naturale e sovrannaturale insieme, che si ripete dall’eternità e in cui risiede la parusia del divino nel mondo materiale. Luigi Finucci, in questi versi, è poeta gentile e dotato davvero di grande profondità, ottenuta attraverso una versificazione semplice ma densa di potenza meditativa.




















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