“DI UN’ALTRA VOCE SARÀ LA PAURA” di YULEISY CRUZ LEZCANO, recensione di Daniela Cecchini
 
 
Una silloge profondamente meditativa, un viaggio interiore nelle viscere della psiche straordinariamente intenso. Un mosaico delle emozioni – frammentato e ricomposto – di notevole pathos, di minuzioso scavo nelle pieghe dell’anima, in grado di scuotere le coscienze e far riflettere sul grido muto delle ferite – testimoni di un dolore antico – inflitte dalla violenza.
La tematica centrale è quella della violenza di genere, segnatamente fisica, seppur declinata nelle sue molteplici sfaccettature, fra cui l’aspetto psicologico e sociale: Non si trovano concetti per questa tragedia, le idee giacciono seminate e le immagini di migliaia di donne stuprate si accumulano nella memoria.
L’autrice, non si limita a denunciare il fenomeno, che echeggia nel tempo, ma ne esplora le radici più ascose, le conseguenze devastanti e la complessità delle dinamiche che lo alimentano, con un’acuta sensibilità ed un linguaggio potente ed arrivante, che conduce verso un labirinto oscuro, in cui le ombre della violenza si materializzano in versi carichi di un’emotività che si estende oltre i confini della mera rappresentazione:
E poi nella pena eterna di questa vita, ti porto la mia aria d’inverno perché asciughi il tuo delitto, così che il mio perdono sia il patto che ti accompagna fino all’inferno.
Il lettore si immerge in un cantico interiore, in un’elegia delle profondità dell’io, che risuona in un abisso di dolore e sofferenza, dove la parola poetica si trasforma in un’invettiva contro le lacerazioni più devastanti dell’animo umano.
In questo affresco psicologico il dolore, inconfutabile protagonista, si erge a paradigma universale dell’esperienza umana, tessendo una trama intricata che cattura l’essenza della condizione esistenziale:
Ogni giorno ti lanci nel vuoto, in una caduta che non sembra avere fine (aforisma). Un dolore che si manifesta in tutta la sua crudezza, ma anche nella dimensione più intima e personale. le liriche diventano così un grido di liberazione da un peso insopportabile: Perfino il mio cuore disidratato mi è di peso (…)
Tuttavia, nonostante la gravità dei temi affrontati, l’itinerario lirico è caratterizzato anche da una ricorrente, timida ricerca da parte della Lezcano di uno spiraglio di luce, fra le tenebre generate dalla violenza, che si unisce al tentativo di delineare i contorni delle ferite interiori, per riuscire finalmente a dare voce a chi è stato offeso, segnato dalla brutalità e, di sovente, privato del diritto di esprimersi. Questo suggestivo arabesco dell’interiorità, intrecciato e misterioso, non si limita a rappresentare la sofferenza, offrendo contemporaneamente un attento sguardo sulla resilienza umana. Le vittime, seppur ferite, non si arrendono, ma cercano di risollevarsi e di ricostruire la propria vita.
La raccolta assurge a modello di indagine approfondita sulle ferite più recondite dell’individuo, in cui la violenza di genere si configura come un’esperienza universale. Il dolore non si limita a rappresentare un’emozione che caratterizza un vissuto individuale, abile a segnare indelebilmente l’anima di chi la subisce:
Sei l’ora che ritorna sempre nell’immagine del mancato volo per strappare ancora e ancora le mie ali.
Infatti, al tempo stesso, l’abisso del dolore va a significare un bagaglio collettivo, che unisce le generazioni.
La Nostra, impiegando un registro linguistico diretto e incisivo, scevro di filtri, edulcorazioni ed eufemismi di sorta, affronta senza esitazioni temi scomodi, rappresentando scene di violenza con rigido ed impietoso realismo, che in realtà si rivela necessario per far comprendere appieno la complessità del problema. Ispirata e guidata da un coraggio disarmante, non solo denuncia l’orrore, ma ne esplora le radici più interne, svelando un mondo di relazioni distorte e di potere, spesso esercitato in modo coercitivo.
Il corpo umano diviene il campo di battaglia sul quale si consumano le violenze più atroci e l’autrice descrive in chiave lirica le ferite inferte all’identità e alla dignità umana, trasformando la pelle in una mappa delle sofferenze patite: Ero urlo inascoltato che voleva vivere altrove, senza pensarsi.
La pluralità di prospettive delle voci che si alternano nei vari componimenti poetici – rendendo la narrazione ancor più sfaccettata – dalle vittime agli aggressori, dai testimoni ai complici e alla società lato sensu, contribuisce a delineare un quadro complesso e multiforme della violenza, rivelando le dinamiche perversamente impigliate che la alimentano.
La poesia, elemento catartico per definizione, crogiuolo in cui le emozioni si tramutano in parole, dialettica tra l’io e il mondo, si configura come un’arma di liberazione e Yuleisy, per il tramite di simbolismi e metafore, volti ad ampliare il significato delle parole, riesce a trasmettere al lettore -attraverso la tessitura di una trama emotiva densa ed avvolgente – l’intensità di un’esperienza che sfugge alle parole.
La scelta di affiancare alle liriche fotografie d’autore ed aforismi contribuisce fortemente a creare un’atmosfera suggestiva e multisensoriale, invitando il lettore ad una partecipazione attiva e ponderata, che non concede alcun spazio all’approssimazione. L’opera “Di un’altra voce sarà la paura” trascende i confini della letteratura, andando ad
interpellare la coscienza collettiva, sino a diventare un atto di denuncia sociale e l’originalità di quest’opera risiede
in primis nella capacità dell’autrice di coniugare il grido di allarme de quo con una profonda riflessione sulla condizione umana, ricorrendo alla forza evocativa di versi liberi, coinvolgenti ed estremamente pervasivi.
Pertanto, le liriche, pur potendo assumere valenze critiche, non si esauriscono in semplici atti di accusa, elevandosi a vere e proprie indagini psicologiche ed esistenziali che portano ad interrogarci sulle nostre responsabilità, invitando ogni individuo a riflettere sul proprio ruolo di spettatore attivo o passivo, nell’ambito del proprio contesto sociale di riferimento, dinanzi alle manifestazioni di violenza.
Uno scrutinio dell’anima, un’analisi lucida e penetrante che stimola nel lettore un percorso di auto-esplorazione, per una presa di coscienza critica sulla consapevole assunzione dei propri doveri individuali e collettivi, sul proprio contributo alla società e sul ruolo che riveste nel grande teatro della vita.
Questo sentiero poetico, pur nel suo rigore, offre uno spiraglio di speranza, dimostrando come la parola possa rappresentare un potente strumento di trasformazione e di riscatto: Tra materia incerta, nell’anima affannata si apre una porta: il cuore pieno di voci, dimentica, scommette, ama, si riprogramma.
Un chiaro invito a ridefinire il nostro rapporto con l’altro, ma anche un imperativo categorico a non eludere la sofferenza universale. Una esortazione in favore di una palingenesi sociale, intesa come motore di una trasformazione radicale che, partendo dalla consapevolezza del dolore, possa far risorgere dalle sue stesse ceneri una nuova umanità, più compassionevole, equa e solidale, quindi, eticamente corretta.
Le poesie – parafrasando Nietzsche – sono frammenti di un grande poema cosmico; frammenti che ci invitano ad indagare sulla condizione umana e sulle nostre responsabilità, spingendo ognuno di noi ad interrogarci sul senso della vita e sul nostro posto nel mondo.
Ad meliora et maiora semper!
Dott.ssa Daniela Cecchini
(Giornalista, Project Manager, Critico letterario)
Roma, 1° settembre 2024
 
 

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Cenni biografici
Giornalista iscritta presso l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, è nata a Roma, dove ha compiuto gli studi universitari, conclusi con la votazione di 110/110 e Lode. 
Redattrice delle pagine Web di Roma Capitale, scrittrice e poetessa, da sempre appassionata studiosa di Scienze giuridiche e sociali, ha effettuato il tirocinio presso studi legali, per poi scegliere di entrare  nel mondo giornalistico e della comunicazione, vista la sua naturale attitudine alla scrittura.
Ha coltivato anche formative esperienze giovanili nel mondo della recitazione. Nel merito, già durante gli studi universitari, frequenta  laboratori teatrali patrocinati dall’Ateneo romano, alcuni dei quali diretti da Gian Maria Volontè e partecipa a stages presso i corsi teatrali di C. Mazzarella a Milano, dove segue con profitto anche le sessioni di recitazione della Scuola Cinelife.
È stata attrice di pubblicità per noti marchi, di fiction televisive di chiara fama;  testimonial per telepromozioni e televendite nelle reti Mediaset (all’epoca Fininvest), modella per sfilate di Moda sposa e Moda capelli.
Nell’ambito cinematografico, ha lavorato con produzioni americane, fra cui l’esperienza professionale con il regista Premio Oscar Norman Jewison ed ancora con produzioni   tedesche, francesi, oltre a quelle italiane in film diretti dal Maestro Gillo Pontecorvo, Carlo Verdone, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Marco Risi, Sergio Rubini, Gillo  Pontecorvo, i fratelli Frazzi, Alberto Sironi, Alessandro D’Alatri, Claudio Insegno ed altri noti registi.
Attrice protagonista di fotoromanzi pubblicati nel settimanale Grand’Hotel negli anni ’90.
È stata eletta Miss Oktoberfest  2000/2001 dall’Associazione Italia/Germania.
Ha pubblicato la silloge poetica “Sinestesie dell’io” (La Caravella Editrice) con la quale ha ottenuto riconoscimenti nell’ambito di manifestazioni letterarie di respiro internazionale,  fra cui “La Nike d’oro 2017” del Premio di Poesia, Prosa ed Arti figurative “Il Convivio”, il Premio della Giuria dell’Agenda dei Poeti 2018 – OTMA Edizioni (Circolo Alessandro Volta di Milano), il Primo premio assoluto Golden Book nell’ambito della XV edizione del Premio internazionale di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Gennaro Sparagna”, tanto per citarne alcuni.
Hanno scritto di lei critici letterari e cinematografici e scrittori di pregiata levatura, fra cui Giorgio Linguaglossa, Gavino Angius, Nazario Pardini, Letizia Leonardi, Rodolfo Vettorello, Domenico Pisana, Giusi Càfari Panico, Rossella Frollà, Mauro Montacchiesi, Carmelo Consoli, Graziano Marraffa etc. Giornalista  per il quotidiano on line e quindicinale cartaceo “IL CORRIERE DEL SUD” con particolare attenzione  alle sezioni: arte e cultura –  storia – attualità – società e costume – scienze –  cinema e teatro (www.corrieredelsud.it), scrive su riviste online e cartacee e, al contempo, si occupa anche di critica  letteraria nella stampa di settore, fra cui la rivista bimensile “Lo specchio di Alice” e blog di approfondimento culturale ed ha scritto prefazioni di  pubblicazioni editoriali di autori di poesia e narrativa.

Yuleisy Cruz Lezcano nata nell’isola di Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, titoli ottenuti presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blog letterari come redattrice (Circolo Letterario Vento Adriatico, AlessandriaToday) e con il giornale letterario del Premio Nabokov. La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese. Pubblicazioni: Doble acento para un naufragio, bilingue spagnolo/portoghese, Edições Fantasma, 2023. L’infanzia dell’erba, Melville Edizioni, 2021. Demamah: il signore del deserto, bilingue italiano/spagnolo, Monetti Editore, 2019. Inventario delle cose perdute, Leonida Edizioni, 2018. Tristano e Isotta. La storia si ripete, SwanBook Edizioni, 2018. Fotogrammi di confine, Casa editrice Laura Capone, 2017. Soffio di anime erranti, Prospettiva Editrice, 2017. Frammenti di sole e nebbia sull’Appennino, Leonida Edizioni, 2016. Credibili incertezze, Leonida Edizioni, 2016. Due amanti noi, FusibiliaLibri, 2015. Piccoli fermioni d’amore, Libreria Editrice Urso, 2015. Sensi da sfogliare, Leonida Edizioni, 2014. Tracce di semi sonori con i colori della vita, Centro Studi Tindari Patti, 2014. Cuori Attorno a una favola, Apollo Edizioni, 2014. Vita su un ponte di legno, Edizioni Montag, 2014. Diario di una ipocrita, Libreria Editrice Urso, 2014. Fra distruzione e rinascita: la vita, Leonida Edizioni, 2014. Pensieri trasognati per un sogno, Centro Studi Tindari Patti, 2013.