Angoli di poesia di Luca Ariano | Giampiero Neri, Armi e mestieri (Edizioni Ares, 2025)
Il 14 Febbraio 2023 ci lasciava Giampiero Neri e a distanza di due anni, per le Edizioni Ares, viene ripubblicato Armi e mestieri che fu editato da Mondadori nel 2024. Prosegue da parte della casa editrice milanese la ristampa delle opere del poeta lombardo che ha visto lo scorso anno l’uscita di Teatro naturale e in catalogo tutti i suoi libri, ad eccezione dell’autoantologia Garzanti (Antologia personale, 2022), a partire Da un paese vicino fino al postumo Utopie. Questi ultimi testi appartengono al Giampiero Neri che aveva abbandonato la poesia per dedicarsi alla prosa mentre Armi e mestieri è una raccolta fondamentale nella sua produzione, in una sorta di trilogia che si apre con Teatro naturale e si chiude con Paesaggi inospiti (Mondadori, 2009). In questa raccolta la Natura e la Storia sono protagoniste e si intrecciano in numerose poesie; il libro è diviso in cinque sezioni: Persona seconda, Sequenza, Finale, Botaniche, Armi e mestieri. Nella sua introduzione Roberto Galaverni mette in luce come il poeta di Erba sia diventato per tanti poeti delle ultime generazioni, un punto di riferimento, quel “maestro in ombra” tanto citato. Secondo il critico modenese la sobrietà nel linguaggio, il suo stile piano, l’aderenza a certe tematiche, lo hanno reso uno dei capisaldi della poesia degli ultimi decenni come è evidente in un testo della prima sezione, Uccelli: “Dell’atteggiamento orrifico di alcune specie / di uccelli, delle loro paure.” Questo è un esempio tipico della brevità di Neri e anche dello sguardo sugli animali, così, come si diceva della Natura, nell’omonima poesia: “Da un camminamento / sotto la volta degli alberi / si arrivava a un recinto.” Natura e animali sono temi ben presenti anche in un altro poeta considerato tra i più interessanti del Secondo Novecento, Pier Luigi Bacchini, ma è palese, nonostante siano spesso stati accomunati per questi aspetti, come le declinazioni in versi siano totalmente differenti, parallele, ma non intersecanti. Sequenza vede, invece, tra le altre, alcune poesie legate alla Storia e a personaggi come lo storico Flavio Giuseppe: “Si accinsero a costruire la torre” scrive Flavio / Giuseppe nelle Antichità giudaiche, “ed essa / sorse con una velocità inaspettata.” Qui Neri si rivolge ad un personaggio della Storia con la esse maiuscola, mentre, anche nella produzione seguente, ci narrerà le vicende di personaggi da lui realmente conosciuti come il professor Fumagalli, travolti dalle vicende della storia e che non saranno mai tramandati ai posteri se non per i versi di Giampiero Neri. Ecco però che in finale compare un personaggio senza nome vittima del suo tempo: “Tornava dalla prigionia / a quella comunità di poche case / ormai divisa dalla guerra civile.” La guerra civile, le vicende famigliari legate al padre sono alcuni dei topos della scrittura di Neri che ritorneranno in maniera preponderante nella sua ultima produzione in prosa. Botaniche si apre con una preziosa poesia dedicata all’Opuntia: “Per una grave imperizia / una misura troppo abbondante d’acqua / la pianta della Opuntia / ha cominciato a declinare / si è ingiallita.” Questa poesia è paradigmatica di quanto si è accennato in precedenza sul ruolo che ha la botanica nel poeta e nel suo modo di descriverla, non in maniera idillica, ma con una precisione e pulizia del verso unica nel suo genere. Chiude la raccolta la sezione che dà il titolo al libro e la prima poesia vede ancora la descrizione di una persona da lui conosciuta: “L’anziano assicuratore era un amico / della musica e la caccia. / In ufficio teneva in gabbia una civetta / per compagnia e forse per richiamo.” In questi versi ritornano gli uccelli, ma anche il trascorrere del tempo e la civetta diviene metafora della vita umana, dell’attesa della morte e del susseguirsi metodico delle stagioni. L’ultima poesia che descrive la strada provinciale diverrà un altro tema fondamentale in Neri che sarà ripreso in Via provinciale (Garzanti, 2017): “Lungo la strada provinciale / si riconosceva la casa / nell’incipiente oscurità della sera. / Il grande terrazzo al primo piano era vuoto, / la casa sembrava disabitata / deserta di quelle care ombre / che il tempo aveva cancellato.” Armi e mestieri, come già scritto, è sicuramente una raccolta centrale nel percorso di Giampiero Neri che sviluppa e approfondisce le tante sfaccettature della sua poetica ed è diventato un libro importante per tanti poeti e come sottolinea sempre Roberto Galaverni: “Neri è un poeta che dice poco per dire molto, o – se si preferisce – che dice molto in poco… è un poeta che nel poco, vale a dire con poche parole, e per di più come facendo finta che ciò non sia, dice qualcosa che riguarda niente di meno che i grandi temi della nostra esistenza: il tempo, la natura, la storia, il destino, il mistero della realtà, il carattere mortale della vita umana.”

Giampiero Neri (Erba 1927-Milano 2023) è uno dei grandi poeti italiani del nostro tempo. Dopo l’Oscar delle poesie (Mondadori, 2007), ha pubblicato Paesaggi inospiti (Mondadori, 2009), Il professor Fumagalli e altre figure (Mondadori, 2012), Via provinciale (Garzanti, 2017) e Antologia personale (Garzanti, 2022). Nel catalogo Ares: Da un paese vicino, Piazza Libia, Un difficile viaggio, Un insegnante di provincia, Utopie (uscito postumo nel 2023), Teatro naturale e Armi e mestieri, nonché Ritorno ai classici, libro di conversazioni con Alessandro Rivali, con cui ha dialogato anche per la stesura della sua biografia Giampiero Neri, un maestro in ombra (Jaca Book, 2013).




















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