TRE RIOTS TARDOMODERNISTI
di Ivan Pozzoni e un commento di Natalina Di Blasi
I MIEI RIOTS CONQUISTERANNO IL MONDO
Purtroppo è inutile che vi agitiate, cardinali e curiali, coi vostri maneggi da contrabbando
i miei riots, a forza di tagliare teste, conquisteranno tutto il mondo,
i miei versi da sindrome da colon irritabile si evacuano con il massimo sforzo
irritano le vostre facce da emorroide, facendovi oscillare come un orologio al quarzo.
La situazione è anomala: nel mondo anglosassone, il massimo dell’idiozia
la linea editoriale è stabilita da ogni rivista, mandando l’artista in dissenteria,
arial, times new roman, tahoma, 10, 12, 14, formato A4, T-90, e tema a loro massima discrezione
se volete, impaginiamo, tipografia, stampiamo e vendiamo noi la vostra disorganizzazione.
La tirannia delle riviste non deve mettere in gabbia l’artista come una tigre allo zoo
la linea editoriale la imponiamo noi, fecondiamo l’uovo dell’arte come l’ultimo spermatozoo,
ci siamo liberati, a Revolverate, di ogni gabbia metrica e ci imponete i vostri criteri di sottomissione,
e noi, versoliberisti, ci vendiamo al mercato, non ci subordiniamo alle bizze di un direttore coglione.
Quindi, i miei riots conquisteranno il mondo, sono sereno sui vaffanculo mandati alle redazioni
io ho diretto, da solo, tre riviste, senza la minima necessità di accollarmi le depravazioni
di avere dei subordinati, con l’incompetenza di Nazione Indiana, che mi fottevano sotto il naso
combinando l’intervista dell’amico dell’amico, la ndrangheta non raggiunge l’esito del Pornaso,
questi ignoranti, occupa-spazio, tipo Giovenale o Cati, spacciano in rivista i loro blog WordPress
e noi, artisti dementi, a correre dietro a questi cazzari come se fossero l’Orient Express.
Purtoppo è inutile che vi agitiate, cardinali e curiali, coi vostri maneggi da contrabbando
i miei riots, a forza di tagliare teste, conquisteranno tutto il mondo,
se alla Policane hanno affidato il supplemento culturale della Stampa
sostengo, a ragione, che alle Odi barbare carducciane sia meglio Vamba.
° ° ° ° °
L’UOMO-MEDIO
Oggi ho deciso di intingere il Laptop nel cesso, e di scrivere mezzo riot,
il tema non merita molto impegno, basta fingersi una Penelope col suo tricot,
l’homo medium, il neutro non è errore grammaticale, ha eroso la teoria delle classi
5% di classe lavoratrice, 5% di classe benestante, il 90% riesce a far crollare i tassi.
L’homo medium ha l’arroganza di chi tollera l’ignoranza su un maggior valore del QE,
se sei idiota, eludiamo il QI, e, magicamente, Orban non è il fascista dell’UE,
ha un’opinione, indocumentata su qualsiasi cosa, Orazio colla sua aurea mediocritas
ha creato, nel XXI, un mostro di egotismo meno silenzioso di una perdita di gas.
Penso che tutto questo sia merito della democrazia, il voto di Albert Einstein
attualmente ha il valore del decerebrato che ripete, continuamente, il solito refrain,
imparato, a memoria, dalla televisione, senza mai avere aperto un libro di carta
Kindle è il max se lo scemo è < di 60 anni e, sfiga, non gli è ancora esplosa l’aorta.
Il mio mezzo riot è arrivato a destinazione,
non occorre un surplus di spiegazione,
se non hai capito che a questa situazione non c’è rimedio
spiaze, sei incluso nella classe dei somari dell’uomo-medio.
° ° ° ° °
SONO DIVENTATO BUONO
Questa mattina mi sono svegliato e mi sono trovato buono,
come se alla folgore di Zeus si fosse sostituito un tuono,
il mondo viaggia verso l’artista della felicità, come Albano e Romina,
cantiamo di amore, amore, amore, andando tutti in rovina.
Per sperimentare la mia trasformazione in scarrafone kafkiano
al centro commerciale mi sono convinto a dare la mano
all’inserviente negro che mi ha apostrofato: «Ehi, tu, vieni subito all’entrata!»,
ieri mattina avrei risposto «Sono forse tuo fratello?», dandogli una testata.
La conversione in agnello, homo homini agnus, ha scapigliato la mia nozione di militanza
mi sono esposto al Prezidium del Kolektivne NSEAE inneggiando, ubriaco, alla fratellanza
con tutte le multinazionali, i massacratori, i dittatori, i burocrati bastardi della terra
tanto l’artista internazionale crede in Gesù e nel mito di Atlantide (?) rifuggendo ogni guerra
a tutela dei diseredati, dei marginalizzati, dei cittadini abbandonati dagli stati nazionali
a fare i conti, senza nessun sostegno, contro il capitalismo nomade delle multinazionali.
Pensavo fermamente che i «poeti» italiani fossero camorristi e maneggioni
dopo 10 anni di expertise internazionale mi sono accorto di confrontarmi con un branco di coglioni,
scrivono di amore, fratellanza, cooperazione, amicizia, desiderano trasformarci tutti in santi
allora, a questo punto, mi tocca anteporre le cazzate ecologiche di Arminio e di Piersanti,
mio Dio, sono diventato buono, mi toccherà inchinarmi davanti al Papa re pieno di rimorsi
diventerò un curiale, con un mio blog di regime, e baciandogli la mano, gliela stacco a morsi.

foto di Paolo Zanardi
Commento di Natalina Di Blasi sul tardomodernismo letterario di Ivan Pozzoni
[…] Dietro la sua scrittura si percepisce un pensatore che ha studiato e vissuto la parola, che ne conosce i limiti e la potenza. Ma c’è anche un uomo, e un poeta, che non si arrende al silenzio del mondo. Nei suoi versi, o “anti-poesie”, come le definisce con ironia e consapevolezza, si sente la lotta tra l’intelletto e il sentimento, tra la riflessione lucida e la necessità di gridare. Pozzoni denuncia l’egocentrismo di molta arte moderna, quel culto dell’“io lirico” che ha allontanato la poesia dal suo pubblico, trasformandola in un linguaggio per pochi. La sua risposta è il noi: un “noi lirico empatico”, come lui stesso lo definisce, che mira a restituire all’arte la sua natura condivisa. È un invito a tornare alla collettività, a una forma di bellezza che nasce dal confronto, dall’ascolto, dalla partecipazione. Tra le pagine, il pensiero si fa emozione, e la teoria incontra la vita […] Nel suo linguaggio colto, a tratti duro ma sempre autentico, Ivan Pozzoni ci ricorda che la poesia può ancora essere un atto di ribellione e di rinascita […].

Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha introdotto in Italia la materia della Law and Literature. Ha diffuso saggi su filosofi italiani e su etica e teoria del diritto del mondo antico; ha collaborato con con numerose riviste italiane e internazionali. Tra 2007 e 2024 sono uscite varie sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B Editrice, Versi Introversi, Mostri, Galata morente, Carmina non dant damen, Scarti di magazzino, Qui gli austriaci sono più severi dei Borboni, Cherchez la troika, e La malattia invettiva con Limina Mentis, Lame da rasoi, con Joker, Il Guastatore, con Cleup, Patroclo non deve morire, con deComporre Edizioni e Kolektivne NSEAE con Divinafollia.
È stato fondatore e direttore della rivista letteraria Il Guastatore – Quaderni «neon»-avanguardisti; è stato fondatore e direttore della rivista letteraria L’Arrivista; è stato direttore esecutivo della rivista filosofica internazionale Información Filosófica. Ha fondato una quindicina di case editrici socialiste autogestite. Ha scritto/curato 150 volumi, scritto 1000 saggi, fondato un movimento d’avanguardia (NeoN-avanguardismo, approvato da Zygmunt Bauman), e steso un Anti-Manifesto NeoN-Avanguardista. È menzionato nei maggiori manuali universitari di storia della letteratura, storiografia filosofica e nei maggiori volumi di critica letteraria.
Il suo volume La malattia invettiva vince Raduga, menzione della critica al Montano e allo Strega. Viene inserito nell’Atlante dei poeti italiani contemporanei dell’Università di Bologna ed è inserito molteplici volte nella maggiore rivista internazionale di letteratura, Gradiva. I suoi versi sono tradotti in venticinque lingue.
Nel 2024, dopo sei anni di ritiro totale allo studio accademico, rientra nel mondo artistico italiano e fonda il collettivo NSEAE (Nuova socio/etno/antropologia estetica)
[https://kolektivnenseae.wordpress.com/].



















Lascia un commento