Osservatorio poetico di Sonia Caporossi | Giuseppe Carlo Airaghi

 

Ora che tutto mi appare più chiaro,
il velo della foschia si è sollevato,
dissolta è la miopia che mi induce

a provare vergogna nel chiedere
se quelle intuite all’orizzonte siano
nuvole basse o profili consumati di montagne,

quale sia la consistenza vera
sospesa tra l’immanenza dei monti
e l’evanescenza delle nubi.

*

Dicono che la natura dell’uomo segua
le regole dei fiumi, persi in percorsi
tre volte superiori al necessario.

Presa la distanza tra la fonte e la foce
moltiplicata per pi greco, il risultato
è un dipanarsi di anse, deviazioni

ansie, timori di essersi perduto
matematicamente corrispondenti
alla strada esatta da percorrere

in questo sbandare di fiumi indecisi
verso il destino, il mare che attende,
preciso alla virgola come un teorema.

*

Ogni accadimento di questa mattina
sarà quindi un imprevisto calcolato,
compreso nel tragitto programmato,

una sbavatura del tratto sulla mappa
che distrae il percorso ma non l’inganna,
il pi greco scientifico da moltiplicare

per la distanza minima tra la sorgente e la foce,
l’esperienza che fa divagare il fiume
lo gonfia prima di giungere al mare

*

Giuseppe Carlo Airaghi è nato e vive in provincia di Milano. Ha pubblicato le raccolte di poesia I quaderni dell’aspettativa (Italic pequod, 2019), Quello che ancora restava da dire (Fara Editore, 2020). Di prossima pubblicazione il romanzo I sorrisi fraintesi dei ballerini (Fara Editore). Alcuni suoi componimenti sono inclusi in iPoet Lunario in Versi 2019 (Lietocolle, 2019) e altri sono apparsi sulle pagine web delle riviste letterarie “Versante Ripido”, “Il Punto Almanacco di poesia”, “Il raccoglitore”, “LiberoLibro”, “Suite Italiana”, “Il Visionario”, “Kult Underground”, “Bottega di poesia” de La Repubblica Milano.

 

 

Nel poemetto inedito in terzine ritmiche dal titolo “Poema del cammino” da cui abbiamo tratto queste tre poesie, Giuseppe Carlo Airaghi propone una visione fisica e spirituale delle cose attraverso un accorto e sincero uso del correlativo oggettivo. La natura assume le forme e le parvenze di un rispecchiamento dello stato d’animo che trapassa dal testo al lettore attraverso un significante composto da un ritmo morbido e ovattato del versificare che procede per immagini quiete, non disdegnando l’analogismo matematizzante, il pi greco che ritorna a collante di due testi su tre a sottintendere un preordinamento cosmico nella metafora fluviale dell’effimera transitorietà delle cose, chiave di volta della comprensione estetica dell’infinito, teorema supremo di una visione poetica del mondo.