“L’eco, solo lei” di Ion Deaconescu in traduzione di Cinzia Demi, Puntoacapo Ed., 2019: nota di lettura di Claudia Zironi.

    

Il noto scrittore, critico e traduttore romeno Ion Deaconescu in sodalizio letterario con Cinzia Demi, che ha accolto ancora un’altra sfida impegnandosi a tradurre poesia dal romeno, ha pubblicato nuovamente in Italia, questa volta per i tipi di Puntoacapo edizioni, nel Settembre 2019, il libro “Ecoul, doar el” / “L’eco, solo lei”. La prefazione è di Giuseppe Manitta.

Di Deaconescu, Mario Luzi più di venticinque anni fa scriveva: “Ion Deaconescu è una voce ferma nella poesia europea, che egli ha reso ancora più nobile con la sua lucente e seria creazione radicata nel cielo e che sembra una pianta rara che germoglia nelle mani del lettore.”
A coltivare questa impegnativa pianta si è trovata Cinzia Demi che, nella sua nota in calce al libro, professa opera di fedeltà al testo originale (che si trova a fronte del testo italiano) quale portatrice della fiducia dell’autore. Santifica quasi l’opera di traduzione in qualità di prescelta per il compito esprimendo tutta questa dedizione in un felicissimo esito ermeneutico.

Sul filo del nonsenso e del vaticinio, nell’ambito di una evidente, personale, riflessione filosofica, Ion Deaconescu vola ai confini dell’esistenza sulle ali di Thanatos ma anche di Eros, nel connubio più antico del mondo. La poesia di Deaconescu è meditativa, profonda, giocata, in questa prova, sulla ripetizione variata di alcuni concetti di base: le maschere e le icone irriverenti, le ombre, la sabbia / tempo – parola, l’anima, l’amore perduto.

L’autore, nello svolgersi della tessitura poetica, si pone due volte in dialogo con Emil Cioran: la prima poesia dedicata al grande Cioran dà il titolo al libro, la seconda è un’intervista impossibile che qui di seguito vi propongo:

    

Intervista

<<Chi sei? – Io sono uno straniero per la polizia,
per Dio, per me stesso>>
Cioran

– Chi sei?
– Uno straniero
– Hai figli?
– Milioni di parole, di radici, di ali, di paure.
– In cosa credi?
– In nulla.
– Hai amici?
– Quelli che non mi hanno dimenticato.
– Cosa ami di più?
– Le parole non dette
– Dove vorresti andare?
– Nel vuoto di un momento.
– Hai nemici?
– Il mio stesso cuore.
– Hai mai odiato?
– Quando hanno scritto la mia nascita nel registro
– Chi vorresti vedere?
– Mia madre, il giorno in cui sono nato.
– Ti piacerebbe fare il monaco?
– Sì, se il più grande volere del monastero fosse quello di Dio.
– Cos’è che desideri di più?
– Avere l’età di Cristo.
– A cosa stai lavorando nel presente?
– Faccio lettere piene di lacrime della terra.
– Come finiamo questa intervista?
– Amando il nemico nel petto